Vivere le emozioni

Quale migliore occasione di un lunedì mattina per un post come questo! Il lunedì siamo tutti un po’ demoralizzati: perché è finito il weekend, perché dobbiamo tornare al lavoro, perché dobbiamo tornare a scuola o perché un lavoro non ce l’abbiamo e il lunedì ce lo ricorda ancora di più.

Comunque sia, è la giornata in cui vengono fuori una valanga di emozioni che siamo chiamati, volenti o nolenti, a vivere. E a volte vivere le emozioni non è così semplice come sembra.

emozioni-successoIntanto, vi dirò una cosa ovvia, ma che io stessa mi devo ripetere in continuazione: le emozioni sono fatte per essere vissute.

Quante volte ci capita di trovarci in una situazione che abbiamo vissuto altre volte, chiamiamola una sfida, perché abbiamo deciso di pensare positivo, e non sappiamo proprio come uscirne. E allora arrivano rabbia, frustrazione, dolore, vergogna, imbarazzo e un elenco infinito di emozioni negative che ci spingono ad attirare ancora più cose negative (è qui che la legge di Murphy trova il suo fondamento) e, come al solito, sembra che capitino tutte assieme.

Qual è il problema? Che le emozioni negative ci succhiano energia e ci fanno entrare in una spirale di negatività dalla quale è difficile uscire.

Partiamo dal presupposto che tutto accade per un motivo e che le sfide che la vita ci riserva hanno lo scopo di farci vivere determinate emozioni, spesso dolorose.

Facciamo un esempio. Immaginate di avere un collega in ufficio o un amico nella vostra compagnia che vi ricorda un sacco una persona che avete già conosciuto, magari persino un familiare, e che vi fa innervosire tantissimo, fino a sentire vero e proprio odio nei suoi confronti. Cosa fate? Vi concentrate sulla rabbia e su quanto detestate quella persona, sui suoi difetti, sul fatto che sarebbe meglio se non ci fosse e che siete contenti quando non va in ufficio o non si unisce al gruppo? In genere sì, ma è la scelta sbagliata.

Questa è una reazione normalissima della nostra mente, che però non ci aiuta a superare l’ostacolo. Quando ci sentiamo così nei confronti di qualcuno è quasi sempre perché quella persona ha qualcosa che invidiamo e vorremmo avere noi, forse vorremmo essere come lei/lui o forse quella persona ha un comportamento che abbiamo anche noi ma non lo accettiamo o non vogliamo ammetterlo. Un esempio di questo è quando ci sentiamo ingannati. Noi non abbiamo mai ingannato nessuno? Neanche una piccola bugia? Ma lo ammetteremmo?

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Basterebbe ammettere con noi stessi il vero motivo per cui non ci piace quella persona e accettare il dolore che questo ci provoca per non dover vivere quella situazione una seconda volta.

Questo è solo un esempio, se ne potrebbero fare molti altri, dai conflitti che si creano con i capi in ufficio, ai litigi con il partner, che è sempre uno specchio di come siamo noi.

Il punto è che queste emozioni devono uscire, fluire, ed è sufficiente se escono nella nostra mente, perché spesso il problema è ammettere con noi stessi che ci sentiamo così. Ma una volta che ci siamo riusciti, anche se il problema non scompare, ci sentiamo meglio. E spesso la vita ci dà anche qualcosa di nuovo, perché siamo pronti a vivere una nuova fase, molto spesso una ricompensa per aver superato la prova.

Insomma, facile a dirsi, anche se poi non sempre ci si riesce! Spero che questo post vi abbia dato almeno uno spunto di riflessione per iniziare questo lunedì consapevoli di chi siete e di dove state andando.

Buona settimana!

13 commenti

  1. […] – Ritagliatevi qualche minuto per voi quando vi alzate al mattino, per ascoltarvi, lasciar fluire le vostre emozioni e accettarle. Fate come se fosse un amico che cammina al vostro fianco e che vi segue ovunque andiate, ma con il quale non servono parole per essere in sintonia. Un buon modo per meditare durante il giorno è prendere l’abitudine di ritagliarsi qualche minuto per sé stessi ogni tanto, per esempio andando al bagno quando siete al lavoro e facendo dei respiri profondi o ascoltandovi come avete fatto al mattino. Se vi viene da piangere, piangete, e prendetevi poi il tempo per ricomporvi prima di tornare dagli altri. Non dovete dare spiegazioni a nessuno. È importante vivere le proprie emozioni. […]

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