Felicità e attaccamento

Ho imparato a mie spese che vivere aggrappati a qualcosa, un po’ come se fosse un’ancora di salvataggio, non ti permette di vivere in pace e ti limita nella tua crescita personale.

La crescita personale è il tuo percorso di vita, sono i passi da percorrere per arrivare a diventare la persona che sei destinato ad essere. Non c’è altro cammino verso la felicità.

Spesso la crescita personale e i nostri desideri sono in conflitto ed è proprio attraverso la perdita di ciò che desideriamo di più che raggiungiamo traguardi che non avremmo mai potuto nemmeno immaginare.

Qual è il tuo appiglio? Quella cosa che ti tiene dentro alla gabbia della dipendenza e senza la quale saresti davvero libero?

Forse la vita vuole proprio insegnarci a “vivere senza”, a non avere bisogno di niente e di nessuno per essere felici. Il che non significa vivere senza niente, attenzione, semplicemente significa saper accettare qualunque cosa ci accada e trovare sempre la nostra pace interiore.

Consigli per imparare ad essere felice di valentina valorosoSe non è una persona, sarà un’altra; se non è un lavoro, sarà un altro; se non è una città, sarà un’altra; se non è un regalo, sarà un altro; se non è quel vestito bellissimo, sarà un altro. Questo è lo spirito giusto.

La vita è saggia e sa di cosa abbiamo bisogno in qualunque momento.

Quando sviluppiamo una dipendenza da qualcosa o da qualcuno, è per il nostro bene che ci viene tolto, perché nessuna dipendenza è buona.

Un po’ come nell’amore di coppia: quando arriva la persona giusta, non è mai come te la saresti immaginata, semplicemente perché la persona giusta non ti porta una grande passione che ti brucia e ti consuma, ma una sensazione di pace e serenità che ti riscalda il cuore giorno dopo giorno.

La grande passione che ti brucia e ti consuma può dare una forte dipendenza e finiamo per esserne risucchiati, dimenticandoci di tutto il resto. Questo non è un bene per noi, perché la vita va molto al di là delle relazioni che creiamo con gli altri e delle passioni che viviamo.

superare-la-dipendenza-dall-amore-valentina-valoroso

La vita è una questione di attimi, di secondi, di minuti, di ore, di momenti vissuti e goduti appieno: dal caffè della mattina alla passeggiata sotto al sole, dalle carezze al gatto che non vedeva l’ora di vederci al tragitto per andare al lavoro. La vita è una questione di saperla apprezzare. E per saperla apprezzare dobbiamo imparare molto e veniamo sottoposti a tante prove, a volte durissime, che ci portano a buttare fuori tutto il dolore, il risentimento e il rancore che abbiamo dentro per evolvere verso una versione migliore e più “aggiornata”, se volessimo vederla in termini tecnici, di chi siamo.

Per questo è fondamentale liberarsi da qualunque dipendenza o appiglio che non riusciamo a lasciar andare. Il mio punto debole è stata sempre la dipendenza emotiva nelle relazioni di coppia, ma anche nelle amicizie. Mi cercavo persone che mi dessero emozioni forti ed era tutto una serie infinita di WOW e di batticuore, che risultava stancante.

Ma proprio grazie a quell’ostacolo che faceva sì che le mie relazioni amorose e d’amicizia non durassero quasi mai, ho iniziato a indagare a fondo sul tema, a entrare dentro la mia mente e il mio cuore per scoprire cosa stesse succedendo. Sono stati proprio gli ostacoli sul cammino a permettermi di imparare cose che altrimenti non avrei mai nemmeno scoperto.

Se qualcosa ti dà dipendenza, c’è un solo modo per liberartene: imparare a lasciare andare. Non c’è sensazione più bella e liberatoria di quando “ti liberi” di qualcosa che sembrava impossibile da abbandonare e ti senti pienamente te stesso.

Superare la dipendenza emotiva di valentina valoroso

E quando sei libero da qualunque dipendenza, sia da persone o cose delle quali non puoi fare a meno, sei anche libero di scegliere ciò che è meglio o che è giusto per te. Ciò che vuoi davvero in qualunque momento.

Ovviamente, il concetto di libertà al quale mi riferisco va ben al di là della cosiddetta e famigerata libertà di “fare sempre ciò che vogliamo” e non significa certo abbandonare le proprie responsabilità o le persone che amiamo. Ma l’amore e la passione sono due cose diverse, questo sì, ed è la passione a dare dipendenza, quando non sappiamo come gestirla.

Nell’amore, la passione impariamo ad accenderla a comando o a lasciare che si accenda da sola quando è il momento, poi a spegnerla di nuovo per concentrarci su altre cose, ma lei resta comunque sempre lì, appena percepibile al di sotto della superficie dei gesti e delle parole.

Il fatto è che l’amore è bello proprio perché ci permette di vivere e di essere come siamo, godendoci ogni attimo e ogni momento della nostra giornata, senza il bisogno impellente di stare con o avere quella persona, perché l’amore è qualcosa che sentiamo e basta. L’amore è qualcosa che diamo e riceviamo senza pretese.

Differenza fra amore e passione di valentina valoroso

Finché ci sarà qualcosa senza la quale ci sentiremo infelici, la vita non ce la concederà, perché lo scopo è proprio imparare che la felicità è uno stato mentale, è qualcosa di interiore, qualcosa che non dipende da nessun altro che da noi stessi e avere il messaggio o il sorriso o l’approvazione di quella persona non può e non deve cambiare l’amore e l’approvazione che noi diamo a noi stessi e il desiderio che abbiamo di passare tempo con noi stessi o di fare le cose che amiamo.

Più cose desidero e più forte sarà il mio desiderio, ma più forte sarà anche la paura di perderle. Avrò quindi paura di non riuscire ad averle e poi, una volta ottenute, avrò paura di perderle.

Il desiderio e la dipendenza ci costringono a vivere costantemente nella paura. E vivere nella paura ci impedisce di vivere felici.

Se imparo ad avere desideri sani, del tipo: “Sarebbe bello se avessi XXX, ma anche se non c’è, io posso vivere felice e stare bene IN QUESTO MOMENTO”, allora attrarrò automaticamente a me le cose che desidero, perché avrò dimostrato di essere pronto a riceverle.

Essere pronto a ricevere qualcosa significa semplicemente riuscire a mantenere un atteggiamento positivo e neutrale anche quando quello che desideravo è finalmente arrivato nella mia vita, perché tutto ciò che ho conta allo stesso modo.

Come trovare la felicità nelle piccole cose di valentina valoroso

L’ho provato sulla mia pelle e sono certa che anche a te è capitato almeno una volta di vivere una situazione nella quale saresti stato capace di rinunciare a qualcosa e poi l’hai avuta comunque. Magari dopo averla avuta hai ritrovato l’attaccamento e non sei riuscito a liberartene e quindi l’hai persa di nuovo; o può darsi che tu sia riuscito a mantenere lo stesso atteggiamento e quindi sia andato tutto “come speravi”.

Non è una coincidenza che perdiamo le cose senza le quali crediamo di non poter vivere felici, le cose dalle quali non vogliamo separarci mai e che crediamo essere le uniche che possono renderci felici. Dobbiamo imparare a vederle come una parte del tutto, come qualcosa di normale, che c’è oggi e domani potrebbe non esserci, e andrebbe bene lo stesso. Dobbiamo imparare ad apprezzare il rumore delle grandi città e la quiete della campagna e, dovunque ci troviamo, riuscire a vivere con soddisfazione e trarre il meglio dalla situazione presente.

Perché la vita sa sempre quando è il momento giusto e il momento per le cose che desideri arriva sempre, ma prima… c’è questo, il momento presente. Ed è quello che devi vivere in questo momento.

Ti racconto una breve storia che ho letto in un libro di Jorge Bucay, medico, scrittore e terapeuta argentino:

Un uomo si trova ad attraversare un deserto. Ha finito l’acqua e ha tantissima sete. Incontra sul suo cammino un venditore ambulante di cravatte e gli chiede dell’acqua.

“Mi dispiace”, risponde costui “ho solo cravatte. Vuoi comprarne una? Sono bellissime e a un ottimo prezzo.”

“Io non voglio una cravatta, voglio dell’acqua. Non mi interessa quanto devo pagarla, voglio dell’acqua adesso!”

“Mi dispiace,” continua l’uomo “ma io ho solo cravatte.”

Allora il viaggiatore continua per il suo cammino, arrabbiatissimo per non avere trovato l’acqua e sempre più assetato, non riesce a fare altro che concentrarsi sulla sua sete e non capisce perché non possa trovare dell’acqua.

La scena si ripete: incontra un altro venditore ambulante di cravatte, che gliene offre una bellissima, ma non ha dell’acqua con sé. La stessa cosa per tre o quattro volte. E l’uomo ripete sempre di non voler comprare nessuna cravatta, perché lui non è lì per quello, lui vuole dell’acqua. Ha sete. Nessuno dei venditori sembra in grado di vendergli dell’acqua, nemmeno quando l’uomo offre di pagare tutto quello che ha.

Finalmente, quasi morto di sete, raggiunge un’oasi. È bellissima, piena di palme e vede in lontananza una pozza d’acqua enorme dalla quale altri bevono e si bagnano. Sta per entrare, quando un uomo lo ferma all’ingresso:

“Signore, mi dispiace, senza cravatta non si può entrare.”

Forse quello che hai in questo momento non è quello che vuoi, ma è quello che ti servirà per arrivare dove vuoi.

Come vivere senza aspettative di valentina valoroso

Se sei in mezzo alla campagna e non puoi fare altro che leggere/studiare e lavorare, forse è il momento di fare quello. Se vuoi una relazione, ma in questo momento non ce l’hai, non pensare che non arriverà mai, magari conoscerai qualcuno domani, ma prima devi imparare a godere dei momenti di pace e solitudine che hai.

Facile a dirsi, ma a farsi? Con un po’ di pratica, anche questo è possibile, parlo per esperienza. È una questione di imparare a conoscere sé stessi.

Impara a non avere bisogno di nulla per stare bene, a trovare la tua pace interiore in qualunque situazione, quell’angolo di te che nessuno potrà mai portarti via, e allora non avrai più paura di perdere niente e sarai davvero libero.

4 commenti

  1. Ho letto questo pezzo con molto interesse. Vivo una situazione simile alla dipendenza affettiva, che fatico a lasciare andare perché non ne ho inquadrato bene la natura: sto riempiendo un vuoto oppure ho solo bisogno di non pensarci e godermela? Ho iniziato stando malissimo, ma mi sono dedicata a me stessa, ho seguito una terapia e adesso ho abbandonato le mie paure. Il dubbio rimane, però non voglio rischiare di perdere qualcosa di bello, quindi non mollo.

    Piace a 1 persona

    • Ciao 🙂 prima di tutto, grazie per avermi letto e sono felice che quest’articolo ti abbia ispirata. Credo che la dipendenza affettiva sia una grande occasione per arrivare a sperimentare il vero amore verso noi stessi. Non lo cerchi se non ne hai davvero bisogno. La vita ci sta dando l’opportunità di andare oltre. Nel momento in cui senti la dipendenza e ne sei consapevole, è perché sei già pronto a lasciar andare e la paura ti abbandonerà poco a poco. Devi, però, sperimentare la dipendenza prima, un po’ come la rabbia che se ne va quando la sfoghi. Per esperienza, sono le persone che sentono più dipendenza quelle che riescono anche a diventare più INdipendenti.
      Detto ciò, ogni relazione ci trasmette e ci insegna qualcosa. Le persone che ci cerchiamo sono spesso uno specchio di come siamo noi, per esempio è facile sentire dipendenza per una persona che ha caratteristiche che tu senti di non avere e vorresti avere: in quel caso la “dipendenza” non è altro che attrazione, dovuta al fatto che anche tu vuoi diventare come quella persona e puoi riuscirci imparando da lei/lui. Per questo, hai bisogno di passare tempo assieme a quella persona. Ogni volta che ho sentito dipendenza per qualcuno e ho imparato a tirare fuori gli stessi lati del carattere che vedevo in quella persona, ha iniziato a dissolversi la dipendenza e mi sono resa conto che io ero già come volevo essere. Vivilo, se è quello di cui senti di avere bisogno. Esci a bere qualcosa da sola con il tuo dolore, ogni tanto, sentilo appieno, lascia che ti invada e che faccia male, non opporre resistenza. Vedrai risultati pazzeschi. Le relazioni sono sempre alti e bassi, può essere che dalla delusione iniziale dovuta a come ti sei sentita tu impari qualcosa di importante da questa relazione. A me ha aiutato molto sedermi da sola con il mio dolore e parlare nella mia mente con la persona verso la quale sentivo dipendenza. Prenditi del tempo, prova a farlo e vedi cosa ti dice. Quella persona potrebbe essere un lato di te che hai dimenticato o nascosto e che ha solo bisogno di venire fuori. Magari questo libro può aiutarti come ha aiutato me: Il lato oscuro di Debbie Ford. Ho fatto tutti gli esercizi e lo sto terminando, sto imparando tantissime cose e tante si sono sistemate. Gli ultimi corsi che ho fatto nell’ambito delle terapie sono sull’amor proprio e mi hanno dato tantissimo, prova a cercare qualcosa online di qualche coach valido. Io ho seguito Valerie Neff, Louise Hay (ci sono molti audio buoni su YouTube, ma non ti consiglio l’audiolibro, meglio il libro vero e proprio) e Rori Raye. Anche il metodo EFT, se fatto con un professionista, è molto utile per superare paure e dipendenze. Spero si risolva tutto per il meglio, namaste 🙂

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