Meditare rende felici

Molti pensano che la meditazione consista nel sedersi con le gambe incrociate, chiudere gli occhi e liberare la mente da ogni pensiero per un tempo prestabilito, ma questa è solo una delle varie tecniche di meditazione che esistono.

In realtà, nella meditazione utilizziamo il corpo e la mente per imparare a conoscerci, lasciare spazio a pensieri ed emozioni, gestire meglio il nostro stato d’animo e il dolore fisico e aumentare autostima e concentrazione, fra le altre cose. Meditare aiuta anche ad attenuare il dolore, ne è un esempio la tecnica di meditazione consapevole Mindfulness, che dà grandi benefici anche nei casi di depressione e ansia.

Inoltre, ci sono forme di meditazione che possono essere praticate ovunque e in qualunque circostanza: mentre ci prepariamo al mattino, mentre andiamo al lavoro o a scuola, mentre cuciniamo, mentre facciamo i mestieri in casa o la spesa, mentre ci facciamo la doccia o quando siamo in compagnia, mentre facciamo sport. Tutti possiamo meditare, anche quando abbiamo poco tempo per farlo.

fszadf.jpgCon la meditazione impariamo ad ascoltare emozioni e sensazioni fisiche, ad essere consapevoli del nostro corpo e quindi più presenti, qui ed ora, ad osservare il nostro stato d’animo senza giudicarlo attraverso piccoli esercizi, per esempio notare quali punti del corpo sono tesi e quali no, dove sentiamo dolore, come ci sentiamo o anche restare presenti quando ci alziamo o sediamo, senza pensare già a quello che faremo dopo. E il punto è proprio questo: pensare a quello che faremo dopo ci fa perdere istanti di vita preziosi. Ci fa perdere il momento presente.

La meditazione aiuta a restare nel presente e, se praticata regolarmente, dà risultati eccellenti.

In caso di dolore fisico la tecnica Mindfulness può essere molto utile. Può anche accelerare la ripresa dopo un incidente. Qui potete leggere alcuni benefici della Mindfulness.

Questa tecnica si basa sul principio di “ascoltare il proprio dolore e malessere affinché scompaia”. In effetti, il dolore serve a segnalarci che abbiamo una ferita e dobbiamo curarla. Il senso del dolore è mostrare una situazione di pericolo al cervello, ma una volta che il cervello riconosce il dolore, il dolore stesso ha compiuto la sua funzione e quindi si attenua, non ha più bisogno di fare tanto male. Questo è un concetto espresso anche nel libro Braccialetti Rossi di Albert Espinosa.

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Ci sono molti modi per meditare ogni giorno: qualunque attività ci permetta di restare completamente concentrati su quello che stiamo facendo è una forma di meditazione in sè: la corsa, il nuoto, il disegno, la pittura, la cucina o qualunque altra attività che ci faccia sentire in connessione con quello che facciamo. Anche affrontare il dolore e le nostre emozioni vivendole è una forma di meditazione. Oppure c’è la meditazione classica, nella quale ci si siede in completa tranquillità per dieci minuti e si ascolta il proprio corpo, lasciando i pensieri liberi di fluire, ma senza soffermarsi troppo su di essi.

Non abbiamo sempre tempo per sederci a meditare né la possibilità di fare sempre quello che ci piace, quindi una buona idea è quella di cercare un’ancora nel presente: un rumore, un suono, una sensazione fisica, un’emozione, qualunque cosa ci permetta di restare concentrati su quello che stiamo facendo in qualunque momento.

E, dopo aver trovato un’ancora, esserne consapevoli e tornare su di lei ogni volta che ci distraiamo, cosa che avverrà molto spesso, è normale. Ciò che conta è che, ogni tanto, la mente riposi e si rilassi.

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Pratico la meditazione da circa due anni e ho visto grandi cambiamenti nella mia vita quotidiana: maggiore controllo sulla mia mente, maggiore concentrazione e, in generale, affronto meglio i momenti negativi e i colpi della vita.

Consiglio vivamente di provare, tenendo presente che ci sono diversi corsi e tipi di meditazione, quindi siate selettivi e cercate qualcosa che fa davvero per voi e vi fa sentire bene. Io utilizzo una App di meditazione che si chiama Headspace e offre un vero e proprio corso con sedute da 10-20 minuti. Si tratta di una delle migliori sul mercato, ma è disponibile solo in inglese per ora. Potete anche provare con un libro con CD, quelli di Daniel Penman sono molto validi. Una App è un ottimo modo per meditare quando e come volete, sul bus o 10 minuti prima di dormire, per esempio. Nelle prime settimane bisognerebbe meditare spesso per abituarvisi, poi sono sufficienti tre sedute a settimana da 10 minuti ciascuna, almeno per me funziona bene in questo modo. Questo dipende anche dal tipo di meditazione che scegliete.

Spero che questo articolo vi sia piaciuto e vi abbia fatto scoprire qualcosa di nuovo sulla meditazione.

A presto!

5 commenti

  1. Devo dire che mi piacerebbe provare, la mia mente si lascia troppo spesso attrarre da una marea inutile di voli pindarici che, per carità, vanno bene nei momenti di creatività ma non in quelli di concentrazione…

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