Quanto ti ascolti?

Il nostro corpo ci parla. Tu ti ascolti?

Oggi sono alla mia seconda vita: nella prima, sono stata una persona che non si ascoltava, che faceva di tutto per fuggire dai problemi e che preferiva ingurgitare medicine piuttosto che ammettere che c’era qualcosa che non andava.

Una volta era un mal di stomaco, l’altra un’indigestione, l’altra un mal di testa fortissimo, poi c’erano quei piccoli disturbi che non sapevi nemmeno identificare, quel raffreddore che arrivava di tanto in tanto a guastarti i programmi per il fine settimana, fino a trasformarsi in una bronchite cronica. E la mia prima reazione era la rabbia, perché questo o quel malessere mi impediva di uscire, di fare sport, di viaggiare, di fare tutte quelle cose che mi permettevano di non pensare.

3-buone-pratiche-per-imparare-ad-ascoltare-se-stessi.jpgNon mentirò dicendo che mi sono svegliata una mattina e ho iniziato ad ascoltarmi. No, per niente. Il cammino è stato lungo, duro e pieno di ostacoli e ancora oggi, nonostante mi ascolti più di quanto fa la maggior parte della gente, sto ancora facendo pratica e ho ancora tanto da imparare, ma tantissima voglia di trasmettere a tutti quello che ho imparato fino ad oggi attraverso i miei errori, che mi hanno resa la persona che sono diventata.

Il nostro corpo è il nostro migliore amico, ci dice sempre quando ci siamo dimenticati di affrontare qualcosa, ci manda messaggi in continuazione, come se fosse un campanello d’allarme che cerca di metterci in guardia da qualcosa di pericoloso (quello che succederà se, ancora una volta, faremo finta di niente). Quante volte abbiamo avuto mal di stomaco dopo esserci innervositi per qualcosa, ma abbiamo voluto metterlo da parte, e quante volte la rabbia o la frustrazione repressa è sfociata in gastrite? Ho avuto gastrite e colite cronica per anni, so di cosa parlo. Quello che è psicologico, prima o poi, diventa fisico e quello che è fisico, prima o poi, diventa psicologico. Bisogna curarsi dentro e fuori, perché, in fondo, siamo una cosa sola.

Silhouette woman yoga practice at the seaside at sunset.

Quando inizi ad ascoltare i sintomi, puoi anche prevenirli. Li ascolti oggi, domani e poi dopodomani e un bel giorno non si presenteranno più, perché ti conoscerai così bene da non avere più bisogno di loro. Il tuo corpo ti ama, per questo si ammala, per mostrarti qualcosa. Come un bambino che vuole attirare l’attenzione dei suoi genitori e si mette a fare un sacco di rumore, così il tuo corpo fa di tutto per farsi notare da te, per farti capire che hai bisogno di concentrarti su di te, su quello che avviene dentro di te. Perché non troverai niente fuori, se non l’avrai già trovato in te.

Avere un dialogo con sé stessi è fondamentale per amarsi e per avere un buon dialogo anche con gli altri.

Sto semplificando molto, lo so, ci sarebbero pagine e pagine da scrivere sul tema e ognuno ha una situazione e possibilità diverse, ma basta veramente poco per iniziare ad ascoltarsi.

Quindi, la prossima volta che ti sentirai sopraffatto dai pensieri, fermati un attimo e chiedi ai tuoi pensieri che cosa stanno cercando di dirti. E quando ti sentirai poco bene, siediti e chiedi al tuo cuore che cosa ti ha fatto stare male davvero.

Resterai stupito dalla risposta.

 

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